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Camera di Commercio di Brescia
 
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Gli studi di settore: cosa sono

Chi esercita un’attività economica di impresa, assieme alla presentazione della dichiarazione dei redditi, è soggetto alla presentazione degli studi di settore.

Gli studi di settore consistono in un questionario predisposto dall’agenzia delle entrate su proprio software nel quale vanno inseriti sia dati contabili (es.: volume acquisti di materie prime, valore delle rimanenze, valore dei beni strumentali), sia dati extracontabili (es: n° di ore lavorate dai dipendenti, tipologia di materie prime acquistate, etc.)

Il software prodotto dall’agenzia delle entrate chiamato Ge.Ri.Co. (Gestione Ricavi Compensi), fornirà un responso circa la congruita’ e la coerenza del contribuente: il contribuente è congruo se il volume di ricavi dichiarato (cioè il volume di ricavi risultante dalle scritture contabili) risulta non inferiore al volume dei ricavi presunto dal ge.ri.co.

Il contribuente è coerente se il ge.ri.co. non rileva “anomalie” dei dati dichiarati (es.: produttività media per addetto troppo alta o troppo bassa).

Se il contribuente dovesse risultare non congruo o non coerente scatta un accertamento induttivo da parte dell’amministrazione finanziaria.


I soggetti obbligati

Sono soggetti obbligati tutti coloro che esercitano, in maniera prevalente, una delle attività per le quali risultano approvati gli studi di settore. Per attività prevalente si intende l'attività dalla quale è derivato nel periodo di imposta di riferimento, il maggior ammontare:

  • dei ricavi nel caso di attività di impresa;

  • dei compensi nel caso di attività professionali.

I soggetti tenuti alla presentazione dei modelli degli studi di settore sono obbligati ad inviare la dichiarazione unificata, di cui questi sono parte integrante, in via telematica.

Gli studi di settore sono realizzati rilevando, per ogni singola attività economica, le relazioni esistenti tra le variabili contabili e quelle strutturali:

  • interne (il processo produttivo, l’area di vendita, eccetera),

  • esterne all’azienda o all’attività professionale (l’andamento della domanda, il livello dei prezzi, la concorrenza).

Sono state, inoltre, rilevate le diverse fasi dell’attività, al fine di mirare meglio la capacità di produrre ricavi o conseguire compensi, che è propria di ogni struttura produttiva e di ogni attività professionale.

Gli studi di settore, inoltre, tengono conto delle caratteristiche dell’area territoriale in cui opera l’azienda: dipendono infatti dal luogo ove la specifica attività è collocata il livello dei prezzi, le condizioni e le modalità operative, le infrastrutture esistenti e utilizzabili, la capacità di spesa, come anche la tipologia dei fabbisogni o la capacità di attrazione e la domanda indotta.

I contribuenti interessati dagli studi di settore sono i titolari di redditi d'impresa e gli esercenti arti e professioni titolari di partita IVA, indipendentemente dalla forma giuridica scelta o dal tipo di contabilità adottata.

I contribuenti che esercitano due o più attività di impresa, per almeno una delle quali risultano approvati gli Studi di Settore, annotano separatamente i ricavi relativi alle diverse attività esercitate, nonché quelli derivanti dall'attività di vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso.

In caso di esercizio di più attività di Impresa, per attività prevalente - con riferimento alla quale si applicano gli Studi di Settore - si intende quella da cui deriva, nel periodo di imposta, la maggior entità dei ricavi.

Esito dell'applicazione dello studio di settore

Dopo che il contribuente ha compilato e trasmesso in allegato ad Unico l'apposito modello sugli studi di settore (sono dei moduli in cui il contribuente indica il valore di parametri prestabiliti quali numero di dipendenti, dimensione dei locali ecc; i parametri cambiano da studio a studio, ovvero esistono differenti modelli quanti sono gli studi), l'applicazione Gerico fornisce immediatamente l'esito del calcolo relativamente a:

  • cluster di riferimento

  • coerenza economica

  • normalità economica

  • congruità.

Il responso degli studi di settore è influenzato sia dagli elementi contabili che da quelli extracontabili.

Gli elementi contabili che influenzano maggiormente il responso degli studi sono:

  • volume acquisti di materie prime;

  • differenza tra rimanenze finali ed iniziali;

  • costo del personale dipendente;

  • valore dei beni strumentali.

Gli elementi extracontabili che influenzano maggiormente il responso degli studi sono:

  • n° ore lavorate dai dipendenti;

  • percentuale di lavoro prestato dai soci o dai collaboratori dell’imprenditore.

Se il contribuente dovesse risultare non congruo o non coerente scatta un accertamento induttivo da parte dell’Agenzia delle Entrate. L'accertamento induttivo è un accertamento che si i applica ai redditi derivanti da attività d'impresa e di lavoro autonomo, e riguarda esclusivamente i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Mediante questo tipo di accertamento si perviene ad una ricostruzione extracontabile del reddito.





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